Cedo tuum pedem mi, lymphis flavis fulvum ut pulverem
manibus isdem quibus Ulixi saepe permulsi abluam
lassitudinemque minuam manum mollitudine.
Dà qua il tuo piede a me, perchè con quelle mani con cui spesso toccai il piede di Ulisse, io possa lavare nell'acqua limpida/chiara la scura polvere e allevi con le mani delicate las tua stanchezza.
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venerdì 13 novembre 2015
Pacuvio- Ilonia L'ombra di difilo 227-231 - Mater te appello tu quae curam somno suspensam
Mater, te appello, tu quae curam somno suspensam levas
neque te mei miseret, surge et sepeli natum tuum prius
quam ferae volucresque...
neu reliquias sic meas sireis denudatis ossibus
per terram sanie delibutas foede divexarier.
Madre, te chaimo, chiamo te che col sonno
dai riposo e sollievo alla pena
e non hai compassione per me:
sorgi (alzati) e seppellisci tuo figlio prima
che fiere (bestie) ed uccelli...
non lasciare che le reliquie (resti) mie corrose, che le denudate (scarne) ossa
siano orrendamente lacerate e sparse sulla terra, grondanti putredine
neque te mei miseret, surge et sepeli natum tuum prius
quam ferae volucresque...
neu reliquias sic meas sireis denudatis ossibus
per terram sanie delibutas foede divexarier.
Madre, te chaimo, chiamo te che col sonno
dai riposo e sollievo alla pena
e non hai compassione per me:
sorgi (alzati) e seppellisci tuo figlio prima
che fiere (bestie) ed uccelli...
non lasciare che le reliquie (resti) mie corrose, che le denudate (scarne) ossa
siano orrendamente lacerate e sparse sulla terra, grondanti putredine
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